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In un affresco del castello di
Issogne, dimora feudale nella bassa
Valle d’Aosta, si trova la più
antica testimonianza visiva
dell’esistenza della Fontina: nella
pittura infatti, risalente alla fine
del XV° secolo, è rappresentata una
bottega sul cui banco si nota una
pila di formaggi praticamente uguali
alla Fontina prodotta ancora oggi.
Il termine fontina compare
per la prima volta in un documento
del 1270, redatto in lingua latina,
ma è utilizzato come toponimo per
individuare un appezzamento di
terreno. Il nome viene
successivamente utilizzato, a
partire dal 1700, per indicare il
formaggio in manoscritti, testi,
atti pubblici e inventari; esso
secondo alcuni potrebbe derivare
dall'alpeggio Fontin ovvero
dal villaggio di Fontinaz o
ancora dal cognome di una famiglia.
Da quel momento entra però nel
linguaggio corrente a indicare il
noto e inconfondibile formaggio.
* per approfondimenti si possono
consultare i primi sei capitoli del
libro che trovate on line.
Legenda:
1. Castello di Issogne. Affresco del 1480 ca.
rappresentante una bottega di
prodotti alimentari. A destra si
notano delle forme pressoché uguali
alle attuali forme di Fontina.
2.
Riproduzione tratta dal documento in
cui, nel 1270, si cita per la prima
volta il formaggio Vacherino.
Nello stesso tomo è già presente
inoltre il patronimo ed il toponimo
Fontines (Peronimus de Fontines ed i
prati o la località Fontines).
3. Riproduzione di un’altra pagina
del Registro del canonico Pierre
François Ballalu del 1717. (Archivi
dell’Ospizio del Gran san Bernardo).
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